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Cordoglio per la prematura scomparsa di Alfredo Viloria

Cordoglio per la prematura scomparsa di Alfredo Viloria. Nel tardo pomeriggio di martedì 29 Dicembre si è diffusa la terribile notizia della...

lunedì 13 novembre 2017

Speciale Cop23: Ad una settimana dall'inizio della conferenza sul clima di Bonn ecco le principali notizie.


Lavoria, 13 Novembre 2017. Classe terza B.

A proposito di tecnologie “pulite”
Per limitare il surriscaldamento globale dovrebbero crescere sempre più le tecnologie “pulite”, in questo modo le fonti rinnovabili potrebbero salire del 75% in 15 anni. In definitiva si puo' e si deve fare molto di più per promuovere una vera transizione energetica verso le risorse meno inquinanti. L'Agenzia IRENA (Internazional Renewable Energy Agency)ha diffuso un documento che confronta le situazioni energetiche-ambientali dei singoli stati, rendendo noto che per raggiungere l'obiettivo attuale gli investimenti totali dovrebbero ammontare a 1700 miliardi di dollari al 2030. Le fonti rinnovabili infatti hanno un potenziale di sviluppo molto più ampio di quello riconosciuto dalla maggior parte dei paesi nei loro piani nazionali stilati dopo gli Accordi di Parigi del 2015.

Un pensiero di Papa Francesco
“Mi auguro che i lavori della Cop 23 come quelli che seguiranno ad essa, siano in grado di tenere sempre presente “quella terra senza confini dove l'atmosfera è estremamente fine e labile” come la descriveva uno degli astronauti con i quali ho recentemente avuto un colloquio”. Così ha detto Papa Francesco alla conferenza degli 11 paesi insulari del Pacifico. Il Papa ha confermato il suo impegno nella salvaguardia dell'ambiente, emerso nell'enciclica sul nostro pianeta definito “la nostra casa comune”.

La voce del Patriarca Bartolomeo
Il Patriarca Bartolomeo, capo della Chiesa ortodossa, ha lanciato un appello alle comunità e ai leader di tutte le fedi religiose perché possono fare una grande differenza nel convincere i governi ad intensificare gli sforzi per salvare il pianeta.
Bartolomeo è conosciuto cole “il Patriarca verde” per il suo inesauribile impegno a favore dell'ambiente, che si è unito in questi anni a quello di Papa Francesco.

News dagli Stati Uniti
Arnold Schwarzenegger dichiara che non è importante il parere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, perché si continuerà a lavorare per il mantenimento del pianeta. “Il fatto che Trump si sia ritirato dall'Accordo di Parigi non significa niente, grazie ai governi subnazionali...perché continueremo a lavorare”. Questa la dichiarazione dell'ex governatore della California ad una settimana dall'inizio della conferenza sul clima.

Il presidente della Regione Puglia alla COP23
Come abbiamo già detto, per diminuire l'inquinamento bisogna cominciare a togliere cose che potrebbero inquinare, come ad esempio il carbone (decarbonizzare) L'Italia Infatti ha annunciato che l'obiettivo è arrivare nel 2025 a non usare più il carbone (carbone zero), e Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, ospite alla Cop 23 di Bonn ne è felice, però proprio in Puglia c'è il più grande impianto siderurgico europeo, l'Ilva di Taranto e se non verranno fatti i giusti passi la decarbonizzazione in Italia rischierà di rimanere incompiuta.



mercoledì 8 novembre 2017


UDA di Geografia
Surriscaldamento globale e cambiamenti climatici.
Le decisioni dei "grandi della Terra" alla COP 23

Introduzione
La COP 23 (Conference of parts 23 esima edizione) è l'annuale conferenza dell'Onu sul clima.
Quest'anno si terrà a Bonn in Germania dal 6 al 23 Novembre. La presidenza è stata assegnata alle Isole Fiji, ma per questioni logistico/organizzative verrà ospitata dalla Germania a Bonn.
Di particolare rilevanza sono stati gli Accordi di Parigi, conseguiti tramite la COP 21 del 2015 e finalizzati al contenimento del surriscaldamento globale non oltre i 2 gradi (possibilmente 1,5°) entro la fine del secolo.
Quest'anno la situazione è particolarmente interessante perché si tratta della prima COP con Trump presidente degli Stati Uniti, che con la sua politica e le sua dichiarazioni sembra voler prendere una posizione diversa da quella assunta da Obama negli Accordi di Parigi.
L'Unità di apprendimento si prefigge di monitorare i lavori della Conferenza.
Bozza di proposta
Si tratta di una attività legata alla Geografia, ma che viene proposta in maniera interdisciplinare attraverso Italiano - Geografia - Cittadinanza - Scienze per la Secondaria di Primo Grado.
Per la Secondaria di Secondo Grado le discipline coinvolte  risultano  Geografia - Italiano  - Scienze della Terra.
Destinatari:
Studenti delle classi prime, seconde e terze per la Secondaria di Primo Grado in quanto l'argomento si lega al clima che viene affrontato in tutti e tre gli anni.
Studenti delle classi seconde, terze, quarte e quinte per la Secondaria di Secondo Grado.
Tempi
Dal 6 al 24 Novembre per una decina di minuti per lezione.
Le attività consistono nel seguire lo svolgimento dei lavori della COP 23 su Internet, sui social, alla radio, alla TV e  mediante giornali on-line, cartacei e riviste specializzate.
I ragazzi dovranno tenere un diario di bordo e annotare informazioni, scaricare articoli etc. e poi in classe ne riferiranno il contenuto e si ragionerà insieme.
Non essendo possibile prevedere gli sviluppi occorre essere flessibili nell'attuazione e nella stesura della relazione finale.
Metodologia
Si lavora a gruppi, si utilizzando computer e la Lim con connessione ed eventualmente con smartphone e tablet
Giorno dopo giorno si cercano le informazioni, una volta raccolto sufficiente materiale si possono scrivere i primi articoli (ma anche brevi tweet). Una vota conclusa la Conferenza e divulgate le conclusioni si procede all'analisi globale dei lavori e al loro commento con un articolo finale.
Possibilità di pubblicare gli articoli migliori prodotti dai ragazzi (ma anche disegni etc.) sul Gigablog e sui siti delle scuole interessate al progetto
Si utilizza la modalità cooperativa, l'apprendimento differenziato e la flipped classroom.
Interventi di esterni esperti di questioni climatiche, ambientali e modello di sviluppo.
Contenuti:
  1. Elementi di climatologia
  2. Cambiamento climatico: cause e conseguenze. Esempi. Cause: collegamenti alla Rivoluzione industriale (prima e seconda); combustibili fossili; inquinamento (idrico, atmosferico, del suolo...) deforestazione, impatto dell'agricoltura intensiva sull'ambiente, ruolo delle multinazionali... Conseguenze: gli spostamenti delle popolazioni, le malattie legate all'inquinamento, l'estinzione di piante e animali, scioglimento ghiacciai,  innalzamento acque, aumento fenomeni meteorologici estremi  etc...
  3. Proposte e soluzioni (ricordarsi di dare sempre una visione): sobrietà, Buen vivir,  decrescita, agroecologia, economia circolare ma anche proposte concrete realizzabili individualmente e nell'ambito di piccole comunità come eliminare gli sprechi, ridurre i consumi superflui, cambiare modello di mobilità, attuazione  raccolta differenziata ecc
 Fonti:
Per avere spunti è possibile trovare l'attività svolta dalla Prof.ssa Campani in occasione della COP 21 sul Gigablog:           

Analisi quadro della situazione agli inizi dei lavori della Cop 23 effettuata dall'ecologo Max Strata utilizzabile come introduzione:

Informazioni sulle posizioni e le politiche attuate dagli stati:è

Rapporto fra surriscaldamento globale e migrazioni forzate: 

Effetti dell'innalzamento del livello degli oceani:


Verifica finale
Si può scegliere una modalità cooperativa o singola.
1.      In passato abbiamo somministrato prove di verifica singole per ciascuna disciplina in itinere e prova finale interdisciplinare Italiano-Geografia con doppia valutazione
2.      Valutazione del prodotto realizzato, ma anche il processo che ha portato a quel prodotto (con apposita griglia con indicatori legati alle competenze di cittadinanza ad esempio...)
3.      Valutazione di eventuali proposte emerse dagli studenti. Lo scorso anno una studentessa della  2 dell'Itc Pacinotti di Pisa ha realizzato il manifesto della Sostenibilità (in allegato).



MANIFESTO PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

L'educazione ambientale è uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini.
Essa non riguarda solo l'ambiente ma anche l'economia (modello di sviluppo, consumi, povertà ecc.) e la società (cultura di pace, diversità culturale). L'educazione ambientale tocca tutti gli aspetti della vita, portando rispetto agli altri e alle future generazioni.
In questo anno scolastico, con il Prof A. Vento di Geografia e la Prof.ssa L. Luschi di Lettere, abbiamo studiato tutti gli argomenti e i vari aspetti della crisi che sta vivendo l'ecosistema terrestre e affrontato il tema  dello sviluppo sostenibile.
.La crisi del pianeta è data dall'aumento della popolazione, dalla diffusione di certi modelli di produzione e dall'aumento dei consumi individuali e comporta inevitabili modifiche agli ecosistemi. L'indicatore che determina la pressione dell'uomo sugli ambienti e misura il consumo delle risorse è l'Impronta Ecologica, in base alla quale noi in Italia consumiamo 2 volte mezzo in più della quantità di  risorse naturali a nostra disposizione.
Altro fattore importante della crisi del pianeta è l'inquinamento, provocato dalle attività industriali, dalla produzione di energia, dall'attività agricola intensiva e dagli scarichi e dai rifiuti umani e, un altro ancora, quello più importante e indispensabile, è la scarsità dell'acqua e il grave problema dei cambiamenti climatici che tocchiamo con mano ogni giorno.
Durante lo svolgimento di questi argomenti abbiamo avuto una bella occasione di fare un incontro con l'autore, Francesco Gesualdi, discutendo su un libro di attualità nel quale vengono analizzate le crisi nel mondo attuale, dichiarando che occorre scoprire “Un'Altra Via”
Per trasformare questo mondo, dovremmo iniziare a diminuire gli sprechi attraverso cose semplici e fattibili da ogni persona anche nella nostra scuola:
·        Chiudere l'acqua corrente mentre ci laviamo i denti e le mani, evitando cosi, nel lungo andare lo spreco di ingenti quantità di acqua.
·        Comprare solo elementi che siamo certi di consumare o utilizzare.
·        Effettuare la Raccolta differenziata.
·        Evitare i prodotti e gli imballaggi usa e getta.
E tante altre piccole cose che possono dare vita a uno sviluppo sostenibile.
Nella nostra scuola a seguito di questo percorso ad esempio abbiamo fatto sì che tutte le persone potessero dare un loro contributo, organizzando noi studenti la raccolta differenziata e la raccolta dei tappi di plastica, piccoli gesti che se messi insieme potremmo combattere per il raggiungimento dello scopo comune, ovvero la diminuzione dell'impatto ambientale.
SI,  ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE. FACCIAMO SI CHE LO DIVENTI!!!
Anna Dell'Agnello classe 2 c afm a.s. 2016/17

martedì 7 novembre 2017

Surriscaldamento globale e cambiamenti climatici. Le decisioni dei "grandi della Terra"alla COP 23.

La nuova conferenza sul clima: la COP 23.

di Eleonora Scutumella, Vanessa Facecchia, Agnese Panicucci, Emma Cerilli e Asia Filippeschi, classe terza B scuola media di Crespina/Lavoria.

Ieri, 6 Novembre 2017, è iniziata la 23 esima edizione della conferenza sul clima. Quest'anno si svolge a Bonn, in Germania, con la presidenza delle Isole Fiji, che sono particolarmente interessate all'argomento perché essendo delle piccole isole rischiano di essere sommerse a causa dell'innalzamento del livello del mare, dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, che avviene per il riscaldamento globale.
I delegati dei 196 paesi presenti a Bonn lavoreranno ad un regolamento dettagliato che serva da guida per l'attuazione dell'accordo sul clima di Parigi, stipulato durante la COP 21 del 2015.
L'appello collettivo al mondo è quello di mantenere l'obiettivo stabilito a Parigi poiché il nostro pianeta è in difficoltà a causa dei continui cambiamenti climatici che provocano uragani, siccità, scioglimento dei ghiacciai, inondazioni, incendi etc. Gli scienziati ci dicono che la terra sta affrontando il suo periodo più caldo e la causa di questo surriscaldamento globale è proprio l'uomo!
Uno dei punti fondamentali dell'accordo di Parigi era di mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei due gradi rispetto al periodo pre-industriale (ma sarebbe meglio rientrare sotto 1,5 gradi), ma al contrario si marcia verso un aumento di 3 gradi e gli attuali impegni dei vari stati equivalgono a solo 1/3 della riduzione necessaria di emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale. L'obiettivo è che i paesi condividano le loro migliori pratiche e avanzino le loro concrete proposte per contrastare il cambiamento climatico, e devono farlo volontariamente perché secondo l'accordo non possono essere costretti.
Gli stati coinvolti dovrebbero ragionare di eliminare l'uso dei combustibili fossili, ma Trump, nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, nei mesi scorsi sembrava volersi opporre a questa decisione continuando a negare le evidenti responsabilità umane del cambiamento climatico e annunciando di voler uscire dall'accordo di Parigi.
Poiché il tempo per agire rimasto non è molto, c'è bisogno di una rivoluzione climatica veloce e ambiziosa!
Nei prossimi giorni sicuramente si potranno ricavare altre informazioni. Noi della classe terza B della scuola media di Crespina a Lavoria saremo partecipi di ciò che succederà e vi informeremo.


lunedì 6 novembre 2017

COP 23. Una riflessione dell'ecologo Max Strata

Mentre è passata sostanzialmente inosservata la Conferenza mondiale sul clima delle
Nazioni Unite tenutasi nel 2016 , dal 6 al 18 novembre si terrà a Bonn in Germania la
Cop 23 (cioè la 23esima Conferenza delle parti) che si pone come obiettivo quello di
rendere operativi gli impegni sulla riduzione delle emissioni climalteranti presi nella
tanto celebrata Cop 21 svoltasi a Parigi nel 2015.
Il punto è sempre quello, impedire che entro la fine del secolo l'aumento della
temperatura media globale superi i 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale (meglio se 1,5).
Dopo l'uscita degli Usa dal gruppo dei Paesi più importanti per la realizzazione di
questo obiettivo, la Cina (che si propone sempre più come capofila) l'India, e l'Europa
"sembrano" spingere affinché questa volta l'accordo diventi realmente
operativo.
Scrivo "sembrano" perché per la stessa struttura e per le modalità organizzative
dell'accordo (che di fatto non è vincolante), la triste realtà è che tranne alcuni singoli
Paesi che si sono messi da tempo sulla strada di un serio contenimento delle
emissioni legiferando in materia e facendo rispettare le normative approvate, tutti gli
altri appaiono giocare un ruolo politico e strategico più che lavorare concretamente
per un vero cambiamento di rotta.
L'Italia, eterno fanalino di coda anche in questa partita decisiva per le sorti degli
ecosistemi, dell'umanità e delle altre specie viventi, arriva all'incontro senza neppure
avere delineato con chiarezza gli interventi da realizzare nei prossimi anni ma
favorendo, per dirne una, la combustione di gas metano nella produzione di energia
elettrica piuttosto che sostenere le rinnovabili e disincentivare l'uso di tutti i
combustibili fossili.
Dunque, nonostante l'enorme partita in gioco, ci troviamo nuovamente di fronte ad un
"gioco delle parti" che rischia di diventare drammatico in considerazione del fatto che
il riscaldamento globale e il conseguente caos climatico stanno evolvendo con un
ritmo ben più rapido di quanto era stato previsto anche solo due anni fa.
La percentuale di 403 ppm (parti per milione) di CO2 attualmente presenti in
atmosfera (400 ppm nel 2015) e l'innalzamento della temperatura che sta marciando
pericolosamente verso la prospettiva dei 3 gradi in più, indicano chiaramente questa
impennata .
Del resto, decarbonizzare l'economia mondiale significherebbe non solo mettere fuori
gioco le grandi aziende multinazionali pubbliche e private del settore, ma riscrivere
completamente il tipo di economia (e di società) della produzione e del consumo che
ci ha trascinato in questa condizione.
Se consideriamo quanto la classe politica internazionale sia legata a doppio filo agli
interessi economici dei grandi gruppi che orientano i mercati mondiali,
razionalmente, c'è ben poco da sperare.
Ecco perché, a mio avviso, nonostante tutta la gravità della situazione, anche questa
volta assisteremo a un incontro non decisivo e alla fine ogni Paese si muoverà per
proprio conto in un ordine sparso assolutamente insufficiente rispetto all'unità di
impegni di cui invece avremmo bisogno.
Questo pericolosissimo stallo mi convince ancora di più del fatto che solo le
comunità locali possono fare la differenza, organizzandosi in modo resiliente,
modificando la propria economia e non aspettando le decisioni dei governi e delle
Conferenze Internazionali, che nella loro inettitudine, semmai possono solo
beneficiare dei progetti su piccola scala e delle iniziative promosse dai cittadini.
Teniamo presente che non si può tornare indietro e che gli impatti negativi a tutti i
livelli che il caos climatico sta determinando e determinerà con maggiore intensità
nei prossimi anni, saranno una costante planetaria di lungo termine (secoli)
specialmente se, ed è esattamente il percorso che stiamo seguendo, la temperatura
media schizzerà ben più in alto di quanto indicato dagli accordi simbolici fin quei
sottoscritti.
In conclusione, dobbiamo prepararci al peggio senza per questo rinunciare a fare la
nostra parte, come singoli, come gruppi e come società.
Ci sono molti ostacoli da affrontare, esterni ed interni , la non corretta informazione e
la voglia di rimanere attaccati alle nostre abitudini per fare un esempio, e se non ci
decidiamo a rimuoverli in fretta, letteralmente sbatteremo violentemente contro un
muro.
Ma come sempre, cambiare si può e per cambiare è necessario passare dal nostro
attuale stato di inconsapevolezza a quello di una responsabilità attiva.
Questo non è il caso in cui si può delegare qualcuno a risolvere un problema, o ci
occupiamo in prima persona del nostro futuro e di quello delle giovani generazioni, o
il peggio non avrà fine.

mercoledì 18 ottobre 2017

Il Continente Americano. L'America Latina. Presentazione a San Giuliano Terme Venerdì 20 Ottobre ore 17.30 presso il Circolo Arci

 Presso 
Il Circolo Arci Comunale
in Largo Percy Shelley
a

San Giuliano Terme

VENERDI 20 OTTOBRE
 ORE 17.30
presentazione della pubblicazione
"Il continente americano. L'America Latina"
incontro con
Andrea Vento
docente di Geografia economica all'Itc Pacinotti di Pisa - Coordinamento del Giga
e
con l'eccezionale partecipazione di 
 Alfredo Viloria

Ex Primo Segretario dell'ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Roma
Dirigente del Psuv
e con intervento del 
Collettivo Abya Yala
"La resistenza dei Mapuche in Argentina. La sparizione di Santiago Maldonado"


A seguire apericena al costo di 5 euro.
Si invita a comunicare la propria presenza all'apericena per agevolare l'organizzazione da parte del circolo

martedì 10 ottobre 2017

Blanca e Pedro. Report di una esperienza di Apprendimento differenziato nella Scuola Secondaria di primo grado (classe terza B della scuola media di Crespina, IC Mariti Fauglia).



Introduzione.
Settembre. Accade che inizia la scuola e che ritrovi i tuoi ragazzi dell’anno passato: cresciuti, abbronzati, capelli selvaggi, voce mutata, insomma, cambiati. Sono ragazzi di terza media. Accade anche che con la collega di Lettere della classe parallela si decida di dedicare i primi mesi di scuola per lavorare sull’adolescenza e contemporaneamente attivare dei percorsi di orientamento di conoscenza di sé, finalizzati anche alla scelta della scuola superiore.

Le fasi dell’attività.
Così si parte. Nelle ore di italiano si legge e si scrive. Ma non solo…
La prima fase del lavoro riguarda la lettura di un racconto proposto dall’Antologia Raccontami vol 3 editrice Lattes. Si tratta di “Blanca e Pedro”, un brano tratto dal bellissimo romanzo di Isabella Allende, La casa degli spiriti. Parla di due ragazzini di 13 anni, dei corpi che cambiano, dell’amicizia, dell’amore. Tematiche universali e che al contempo riguardano da vicino i nostri studenti di questa delicata fascia d’età1. Un classico, secondo quella definizione che vede in un libro “classico” un libro che ogni volta che lo leggi ti propone qualcosa di nuovo.
Si parte dalla lettura in classe, insieme ai ragazzi, per ragionare insieme sulle tematiche affrontate, sull’ambientazione, sulla struttura narrativa. Ma dopo un primo momento di lezione frontale ecco innescarsi l’attività di apprendimento differenziato2.
Vengono così concordate con i ragazzi tre tipologie di attività da svolgere in gruppo (cooperative learning), che potranno scegliere liberamente (e la scelta ha di per sé valore orientante ed è importante poiché consente agli studenti di intessere un dialogo interiore con se stessi) secondo i loro interessi e attitudini. Si tratta di compiti sfidanti e ambiziosi che vogliono far attivare i ragazzi al fine di ottenere degli apprendimenti significativi.
  1. Attività di Geografia sul Cile (lo stato in cui è ambientato il racconto, partendo da due parole-chiave di lessico specifico citate nel racconto: vulcano e Cordigliera)
  2. Attività di Storia sulla storia del Cile dal 1920 al 1973 ( periodo in cui è ambientata la storia. Isabella Allende era la nipote del presidente del Cile Salvador Allende)
  3. Attività di illustrazione del racconto (tecnica libera)
Una volta che i ragazzi hanno effettuato la loro scelta si sono costituiti 5 gruppi di lavoro: due gruppi di geografia, due di disegno e uno di storia che si sono riuniti nei tavoli link disposti ad isole per progettare il lavoro e dividersi i compiti.
A questo punto nell’ incontro successivo i ragazzi hanno cominciato a lavorare, concordando con l’insegnante il prodotto finale da presentare:
  1. Ricerca sul Cile scritta al computer in Word corredata da immagini e presentazione orale
  2. Presentazione in Power Point sul Cile con presentazione orale
  3. Ricerca di storia da esporre oralmente
  4. Disegni colorati a matita e ad acquarello da spiegare oralmente
  5. Disegni colorati a matita da spiegare oralmente
Come si può notare i prodotti sono di diversa tipologia e prevedono l’utilizzo di differenti materiali e di molteplici strumenti, nonché lo sviluppo di diverse competenze (il quadro di riferimento è quello delle competenze chiave europee).
I gruppi hanno avuto a disposizione i computer portatili della scuola (con accesso ad internet), il tablet dell’insegnante e un paio di ragazzi hanno chiesto di utilizzare il loro smart phone che è stato concesso esclusivamente per fini didattici. Hanno inoltre utilizzato i colori e gli acquerelli della scuola e le carte geografiche appese in classe, e potuto consultare svariati libri di testo di storia e geografia presenti nella biblioteca in sala insegnanti.
Sono state impiegate 4 ore per lavorare in classe, concordando una settimana di tempo per concludere i lavori a casa.
Durante il lavoro in classe ho potuto sia lasciare spazio ai ragazzi per lavorare in autonomia (l’ insegnante rimane sullo sfondo come la carta da parati/insegnante-ombra), sia avvicinarmi a turno ai tavoli per discutere con i gruppi le scelte effettuate e ove necessario intervenire per aggiustare la rotta (sempre in maniera poco invasiva e discreta). Così facendo l’alunno impara in modo graduale a far da solo, parlare sottovoce per non disturbare i compagni che lavorano, richiedere la presenza dell’ insegnante in determinati momenti, cooperare con i compagni mettendo a disposizione le proprie competenze per il raggiungimento di un medesimo fine ( questo è il caso ad esempio dei ragazzi molto bravi ad utilizzare il computer) e ad appassionarsi allo studio in quanto scoperta che esso costituisce momento fondamentale per la sua crescita. Inoltre in questo modo si possono raccogliere dati per la valutazione non soltanto del prodotto, ma anche del processo che ha portato a quel prodotto, (aspetto questo altrettanto importante) ma soprattutto si può dedicare del tempo di qualità a ciascuno rispondendo ai suoi specifici bisogni cognitivi e affettivi. Così un ragazzo mi ha chiesto che differenza vi fosse tra America meridionale e America Latina (cosa che ho molto apprezzato, perché non ci sono solo risposte corrette, ma anche la giusta domanda al momento opportuno denota che siamo sulla strada giusta), due studentesse hanno avuto bisogno di riflettere con me sul presidente Allende e il golpe dell’11 settembre 1973, su Pinochet e le atrocità della sua dittatura, un’altra alunna ha disegnato una testa di cavallo –simbolo della libertà, mi ha spiegato- perché in tutto il racconto questa tematica è molto forte ( come la libertà di amare una persona di un differente ceto sociale). Abbiamo così avuto modo di lavorare insieme alla costruzione di significati condivisi su nodi concettuali di grande rilievo.

La consegna e la presentazione del lavori.
Nell’incontro finale i gruppi hanno presentato i lavori ai compagni e all’insegnante esponendo contenuti, modalità operative e di gestione, problemi sorti e come sono stati superati. Tutti i ragazzi di tutti i gruppi hanno avuto modo di parlare e di rispondere alle domande di insegnante e compagni. Hanno riflettuto sulla storia di Blanca e Pedro e sui contenuti da essa vincolati, sui loro gusti ed attitudini e su ciò che li accomunava –e differenziava- dai protagonisti del racconto. Si sono presentati tutti motivati e carichi di entusiasmo.
Al termine dei lavori è stato chiesto ai ragazzi di scrivere un breve report dell’attività per il sito della scuola (compito autentico).
Per la valutazione dei lavori è stata utilizzata una rubrica di valutazione che ha tenuto conto delle molteplici competenze messe in gioco (valutando elaborati, prestazione orale e report scritto finale) ed è stato dedicato ampio spazio alla autovalutazione dei ragazzi per una riflessione metacognitiva e dal valore orientante.

Conclusioni
Adottare l’approccio pedagogico dell’apprendimento differenziato significa prima di tutto riconoscere come valore culturale primario la valorizzazione delle diversità degli studenti. Inoltre, come sottolinea Maurizio Gentile in un utilissimo articolo del 2008 “Differenziare l’apprendimento nel contesto della classe”, la finalità principale di questo approccio non è il recupero del deficit, bensì far lavorare ciascuno al livello più alto delle sue possibilità di espressione, pensiero e produzione.
Ringraziamenti

Si ringraziano per i suggerimenti e lo scambio di buone pratiche i colleghi Raffaela Micillo, Cosimo Acquaviva e Lorenzo Brogi.

Riferimenti bibliografici:
Avanguardie Educative, Linee guida per l’ implementazione dell’ idea “ Apprendimento differenziato”, versione 1.0, Indire, Firenze, 2017 ( reperibili on line; c’è anche un video dallo stesso titolo su Youtube molto chiaro)
Maurizio Gentile, Differenziare l’apprendimento nel contesto della classe, L’ Educatore, 55 (11), pp 44-47 (reperibile on line in formato pdf)
Marco Orsi, A scuola Senza Zaino, Erickson 2016
Carol Ann Tomlinson, Condurre e gestire una classe eterogenea, Las Roma, 2012

Serena Campani
Lavoria, 10 Ottobre 2017.






1 Importantissimo è il fattore motivazionale; una didattica differenziata ha tra i suoi obiettivi primari quello di creare un legame forte tra i contenuti di apprendimento e gli interessi degli studenti ( si vedano le linee guida Avanguardie Educative per l’ implementazione dell’idea Apprendimento differenziato, 2017)

2 Apprendimento differenziato si fonda sulla capacità di diversificare le attività didattiche favorendo il successo di ogni singolo studente e sul fatto che l’azione formativa debba essere organizzata mettendo in luce le specificità del singolo alunno. ( Si vedano le sopracitate linee guida)